È quasi un sessantenne il giovane orsetto Paddington creato nel 1958 e che oggi ritorna al cinema con un terzo appuntamento sul grande schermo, insegnandoci una grande lezione su come fare un brand reboot.
Perché tutti ancora parlano di Paddington 2
Un articolo del The New York Times di pochi giorni fa titola: Why Everyone Is Still Talking About ‘Paddington 2’ (Perché tutti ancora parlano di ‘Paddington 2’), citando un articolo precedente intitolato ‘Citizen Kane’ is no Paddington 2, Says Rotten Tomatoes, che ironizzava sulla compresenza dell’orsetto inglese e del classico di Orson Welles (Quarto Potere) nella top 300 dei film migliori di tutti i tempi. Paddington 2 (2017), ampiamente apprezzato dai critici (99% Tomatometer) e utenti (89% Popcornmeter) della piattaforma, è di fatto entrato a pieno titolo nella rinomata classifica.
Ora, notando che anche il primo film di Paddington (2015) non era stato da meno (96% Tomatometer e 80% Popcornmeter), non possiamo che aspettarci grandi cose dal terzo film legato alla IP inglese Paddington in Perù, in uscita nelle sale italiane il 20 Febbraio con Eagle Pictures e già uscito negli USA con Sony Pictures il 14 Febbraio e ancora prima in Francia (5 Febbraio 2025) e negli UK (8 Novembre 2024) con StudioCanal.
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I risultati al Box Office di Paddington in Perù
Nonostante l’attesissima uscita al Box Office americano del film sia stata prevista durante il Valentine’s weekend, in concomitanza con la release e la presenza in sala di blockbuster di tutto rispetto (tra cui Captain America: Brave New World) il film ha incassato $17 milioni di dollari in circa 5 giorni di programmazione negli USA e $133 milioni in tutto il mondo (di cui l’87% dal mercato americano) alla data in cui scriviamo.
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